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“A me non succederebbe mai”

In questo articolo vi chiederò un onesto sforzo di immaginazione, non preoccupatevi, ne varrà la pena.
Intanto, se non siete genitori, immaginate di esserlo: avete un bambino, un pezzettino del vostro cuore fuori dal vostro petto che se ne va in giro per il mondo.
Ci sono giorni in cui un suo sorriso è l’unica cosa che importa e giorni nei quali siete così stanchi che state meditando di partire senza valigia per una meta X.
Se siete invece già genitori, sapete di cosa parlo.

Ci siete? Mi seguite?

il vostro bimbo è “bravo”: tende a dormire, ogni tanto si sveglia, ma carezzina-ciuccio-e via e si riaddormenta.
Tutto regolare, il vostro corpo si è abituato facilmente.

Ora, passano i mesi, ed il vostro bimbo inizia la dura lotta con i dentini.
A quel punto il vostro bambino inizia a non dormire più. O a dormire molto poco.
Reggete bene la prima settimana.
Dall’ottavo giorno in poi la realtà sembra avere un po’ meno senso.
Dimenticate le parole, vi cadono gli oggetti, lo strato di correttore sopra le occhiaie si inspessisce, e via così

A questo punto forse chiedereste aiuto.
“mamma ho bisogno di dormire un paio d’ore”
Ah non avete aiuti vicino? Beh, servirà ancora un po’ di più di correttore per le occhiaie.
Un giorno vi mettete in auto per andare al lavoro, non siete mai stati così stanchi.
E quando dico mai, intendo MAI.
Io ho fatto la pendolare 5 anni, viaggiavo 3-4 ore al giorno, dormivo 5 ore a notte se andava bene, lavoravo e studiavo insieme, ero convinta di essere distrutta. Ah piccola ingenua Dany, quanto ti sei ricreduta quando Luca ha messo il primo dente!

Bene, siete in auto. Probabilmente avete ricominciato a lavorare: ansia da separazione, senso di inadeguatezza genitoriale, senso di colpa per non poter vedere Pupi h24 e di tutto un po’.
Avete il bimbo dietro il vostro sedile, pronto per un altro giorno al nido, vestito con una tutina carina che sarà sporca in 3-2-1…
Ho già detto che siete stanchi?
Ma che fate? Non andate al lavoro rischiando di farvi licenziare? Usate ferie che non avete per i 15 giorni del dentino? (i denti da latte sono 20)
Assumete un aiuto domestico che non potete permettervi?

Eh no, dovete stringere i denti,

siete arrivati in ufficio.
Controllate l’orologio: bene siamo quasi in orario.
Uscite, chiudete, e vi avviate.

* BIP BIP *
tempo di fare 10 passi ed il vostro telefono sta squillando.

BebèCare, il sistema di sensori integrato nel vostro seggiolino, vi sta informando che siete talmente stanchi, sopraffatti, stressati, che il bimbo è ancora seduto in auto.

Avete capito dove volevo andare a parare, sì?

La situazione sembra normale, è normale, finché la testa ti frega, e la tecnologia ti salva.

Nessun genitore al quale disgraziatamente è successo un fatto simile credo abbia mai pensato “potrei dimenticare mio figlio in auto”.
Sono quelle cose che il tuo amore di genitore ti porta ad escludere senza alcun dubbio.
Le complicazioni per un genitore possono essere tante,

Ora vi darò un’opinione, che non vi piacerà probabilmente: a me potrebbe capitare. E anche a voi.
Non perché siamo pazzi. Non perché siamo genitori di serie B.
Ed avere la certezza incrollabile ed assoluta in qualcosa che riguardi noi stessi è il primo passo per combinare un gran casino.

Io non ho la certezza in un sacco di cose che giudico per me molto improbabili, di seguito una breve lista:
– fare una dieta vegana
– fare paracadutismo
– imparare a pilotare un aereo
– avere un uomo che non sia mio marito
– trasferirmi all’estero

Tutte cose che ASSOLUTAMENTE NON VORREI FARE. Ma che non ho la certezza al 100% che non capiteranno mai per mio volere o no.
(il primo che scrive “oddio perché non vuoi trasferirti all’estero” vince un premio)

Così non ho la certezza che un giorno la mia testa non mi fregherà a discapito del mio bambino. Non ce l’ho io e nemmeno voi.
Vi chiedo solo l’onestà intellettuale di ammetterlo.

Chicco ha inventato questo splendido sistema in collaborazione con Samsung per aiutare i genitori e evitare che tragedie del genere accadano: potete giudicare chi lo acquista, oppure ammettere che è solo un altro tipo di cintura di sicurezza: uno spera che non serva mai, ma la volta che serve come siamo contenti di averla indossata per abitudine!

Chicco BebèCare rappresenta la nuova generazione di seggiolini, con sensori integrati di rilevamento peso che si collegano automaticamente al tuo bluetooth quando sali in auto: se ti allontani anche di poco dalla vettura ed il bambino è ancora seduto al suo posto, BebèCare ti invia una notifica sul cellulare. Se non spegni questo primo alert entro 40 secondi, l’app fa partire dei messaggi di emergenza a massimo 5 contatti scelti. Questi messaggi contengono la geolocalizzazione del seggiolino, così che sia possibile un soccorso di emergenza se serve.
Semplice. Intelligente. Necessario.

La volete sentire un’altra cosa bella?
I seggiolini Chicco con sensori BebèCare hanno LO STESSO PREZZO dei seggiolini senza. Chicco, infatti, produceva già i due modelli di seggiolino su cui ha installato i sensori e ha deciso di non farli costare di più. :

Vi prego, cercate di andare oltre al “A me non succederebbe mai” perché credersi invincibili, ritenendo il prossimo “di serie B”, potrebbe andare a scapito delle cose più preziose che abbiamo al mondo.

Vi lascio un video che ve ne racconta il funzionamento nel dettaglio:

Attualmente i sensori BebèCare sono stati integrati in due seggiolini Chicco:
Oasys 0+Up peso da 0 a 13kg e
Oasys i-Size fino 78cm.
Sono acquistabili sia separatamente che all’interno dei sistemi combinati Trio StyleGo Up e Trio Love Up
A dicembre arriverà anche il modello AroundU, seggiolino omologato i-Size per bimbi fino ai 105 cm.

 

post sponsorizzato da Chicco Italia

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